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Più. Design per il cambiamento
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Graphic designer
Majid Abbasi
Jonathan Barnbrook
De Designpolitie
Fons Hickmann m23
Inkahoots
Rico Lins
Yossi Lemel
Alain Le Quernec
Chaz Maviyane-Davies
Armando Milani
Andrea Rauch
Gianni Sinni
Un Mundo Feliz
Via Grafik
Data
21-24 Ottobre 2010
Organizzazione
Associazione culturale FFF
Partner
Piattaforma di Realtà Aumentata Augmented Advertising /Cristian Contini e Alberto Mori
Progetto struttura D'Apostrophe
Foto Photo Safari Agency
Video Rumi Produzioni
Web Advertising Simply
Allestimento 6x3 Riot Van
Sito Web Lcd
Comunicazione Image
Fornitura cartone Tubettificio Pasquetti
Patrocinio
Aiap
In occasione del Festival della Creatività che si svolgerà a Firenze dal 21 al 24 ottobre 2010, FFF organizza un nuovo Urban Fruit con il primo esperimento di Realtà Visiva Aumentata: "Più. Design per il cambiamento / More. Design for change".
Sul tema della libertà di espressione (con tutte le nuove implicazioni che questa comporta) un gruppo di graphic designer internazionali hanno lavorato per costruire una specifica esperienza visiva su due dimensioni parallele (segui gli aggiornamenti su Facebook).
Il tema del rapporto tra realtà e rappresentazione, al di là del problema filosofico, è diventato oggi uno dei più pressanti nel panorama della comunicazione visiva, con la scomparsa, dice Baudrillard, della stessa realtà. L'inflazione comunicativa ha fatto assopire la capacità di scelta e, in definitiva, la capacità di comprensione di ciò che stiamo percependo, rendendo obsolete opposizioni classiche come vero/falso, oggettivo/soggettivo. Si tratta di un'inflazione visiva cui concorre principalmente l'informazioni commerciale che nelle nostre città ha assunto il controllo pressoché esclusivo dello spazio pubblico. Non c'è dubbio che si tratti di un linguaggio e di una grammatica comunicativa vincente e, in definitiva, ben accetta, cui volenterosamente si sono adeguati tutti, a cominciare dalla politica e da coloro cui compete un dovere istituzionale di informazione verso i cittadini.
Il linguaggio seduttivo della pubblicità tuttavia non è in grado di rappresentare la complessità del reale e, infatti, come una "nuova mitologia" (R. Barthes) crea una propria dimensione fondata su quegli elementi logici della propria grammatica che risultano devastanti quando, come oggi accade, sono sempre più applicati alla dialettica politica: semplificazione, radicalizzazione e distorsione.
Avere a cuore i processi democratici della nostra società significa porre in atto ogni tentativo per ricostituire lo spazio civico della comunicazione di "pubblica utilità", come si è chiamato in Italia il public design, al di là dei canali main stream dell'informazione. Anche senza possedere canali televisivi, l'uso ponderato di vecchie e nuove tecnologie permette, oggi, alle pratiche di design activism di offrire ai cittadini occasioni di scambi d'opinione, certo sperimentali ma anche partecipate e suscettibili di future opportunità.
Più. Design per il cambiamento / More. Design for Change from gianni sinni on Vimeo.
Il progetto
Più. Il design per il cambiamento / More. Design for change è un'infosfera di comunicazione grafica militante all'interno dell'ex-carcere delle Murate. L'evento è caratterizzato da un approccio partecipato e si presenta come una piattaforma di contenuti multilivello e multimodale.
Sul tema "Più. Libertà d'espressione" alcuni dei più noti graphic designer sono stati chiamati a produrre un proprio progetto. I progetti grafici così realizzati si concretizzeranno nella forma fisica del poster 6x3 e saranno affissi materialmente, al ritmo di 3 al giorno, sulla struttura appositamente predisposta nella piazzetta interna dell'ex-carcere delle Murate, in una sorta di happening prolungato.
L'idea di utilizzare il classico formato commerciale del 6x3 per proporre invece temi sociali e politici è una pratica già sperimentata da organizzazioni e associazioni militanti con il supporto visivo di grafici impegnati sul fronte del public design.
Quello che è possibile fare oggi è però di permettere un ulteriore livello di approfondimento dei contenuti tanto più necessario quanto maggiore è la sintesi grafica utilizzata. Insieme al progetto grafico del poster sarà, dunque, predisposta dagli autori una serie di informazioni aggiuntive (testi, iconografie, link, video, animazioni 3D, ecc) ritenute utili ad approfondire l'argomento del proprio soggetto. L'insieme delle informazioni di approfondimento costituirà l'infosfera cognitiva virtuale che avvolgerà la struttura - reale - dei poster e che sarà navigabile dai visitatori principalmente attraverso un ambiente di Augmented Reality (utilizzando quindi uno smart phone), ma anche tramite i normali canali web attraverso un accesso QR code. L'applicazione in Augmented Reality permetterà di:
- visualizzare, inquadrando con la fotocamera di uno smartphone (sia iPhone che Android) i marker posizionati sui manifesti 6x3 con una serie di informazioni aggiuntive sul progetto e sugli autori (testi, foto, video) sovrapposte in tempo reale al flusso video.
- aggiungere da parte dei visitatori commenti e foto, creando intorno ai manifesti 6x3 una vera e propria social cloud.
- ricevere indicazioni sul programma ed informazioni georeferenziate sull'area.
Più / More è un progetto di comunicazione militante sperimentale, ancora mai tentato, che vuole evidenziare le potenzialità del progetto grafico nel fornire piattaforme di dialogo necessarie al mantenimento dello spirito critico fondamentale in ogni società democratica. A partire dai progetti affissi e dalle suggestioni presenti nell'infosfera, i visitatori avranno la possibilità di contribuire con i propri materiali e riflessioni all'implementazione dei contenuti del progetto Più / More, anche oltre il limite temporale del Festival. è prevista la pubblicazione di un volume che raccolga tutto il materiale prodotto nel progetto.




